La rassegna Sguardi, ospitata nella Saletta della Fondazione d’Arte Erich Lindenberg a Villa Pia, presenta la mostra Sedimenti di Carla Ferriroli, artista che da anni conduce una ricerca sensibile su natura, memoria e tecniche di stampa manuale.
Il titolo richiama l’idea di stratificazione e accumulo, elementi centrali nel suo lavoro, dove esperienze, osservazioni e gesti tecnici si sovrappongono nel tempo lasciando tracce visibili.
Alla base della sua pratica vi sono i quaderni di viaggio, nei quali annota impressioni e dettagli del paesaggio. Questi appunti diventano il punto di partenza per incisioni, acquerelli e libri d’artista, in cui il paesaggio riemerge filtrato dalla memoria. Il processo creativo si sviluppa attraverso un dialogo con materiali e strumenti tradizionali, costruendo un linguaggio visivo fatto di segni e stratificazioni.
L’osservazione attenta della natura è fondamentale: luce, forme e ritmi naturali vengono registrati e trasformati in strutture grafiche. Accanto alle tecniche incisorie, l’artista utilizza l’acquerello, mezzo più immediato che restituisce le variazioni atmosferiche dei luoghi.
Un ruolo importante è svolto anche dal rapporto tra immagine e parola, spesso in dialogo con la letteratura svizzera. Nei suoi libri d’artista, testi e immagini convivono creando narrazioni visive.
La mostra riunisce quaderni, acquerelli, incisioni e libri d’artista, offrendo uno sguardo sul percorso creativo dell’artista, in cui il paesaggio si trasforma in esperienza interiore.
La rassegna Sguardi, ospitata nella Saletta della Fondazione d’Arte Erich Lindenberg a Villa Pia, presenta la mostra Sedimenti di Carla Ferriroli, artista che da anni conduce una ricerca sensibile su natura, memoria e tecniche di stampa manuale.
Il titolo richiama l’idea di stratificazione e accumulo, elementi centrali nel suo lavoro, dove esperienze, osservazioni e gesti tecnici si sovrappongono nel tempo lasciando tracce visibili.
Alla base della sua pratica vi sono i quaderni di viaggio, nei quali annota impressioni e dettagli del paesaggio. Questi appunti diventano il punto di partenza per incisioni, acquerelli e libri d’artista, in cui il paesaggio riemerge filtrato dalla memoria. Il processo creativo si sviluppa attraverso un dialogo con materiali e strumenti tradizionali, costruendo un linguaggio visivo fatto di segni e stratificazioni.
L’osservazione attenta della natura è fondamentale: luce, forme e ritmi naturali vengono registrati e trasformati in strutture grafiche. Accanto alle tecniche incisorie, l’artista utilizza l’acquerello, mezzo più immediato che restituisce le variazioni atmosferiche dei luoghi.
Un ruolo importante è svolto anche dal rapporto tra immagine e parola, spesso in dialogo con la letteratura svizzera. Nei suoi libri d’artista, testi e immagini convivono creando narrazioni visive.
La mostra riunisce quaderni, acquerelli, incisioni e libri d’artista, offrendo uno sguardo sul percorso creativo dell’artista, in cui il paesaggio si trasforma in esperienza interiore.
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