Carla Ferriroli. Sedimenti

dal 26 aprile al 13 settembre 2026
MOSTRE

La rassegna Sguardi, ospitata nella Saletta della Fondazione d’Arte Erich Lindenberg a Villa Pia, presenta la mostra Sedimenti di Carla Ferriroli, artista che da anni conduce una ricerca sensibile su natura, memoria e tecniche di stampa manuale.


Il titolo richiama l’idea di stratificazione e accumulo, elementi centrali nel suo lavoro, dove esperienze, osservazioni e gesti tecnici si sovrappongono nel tempo lasciando tracce visibili.

Alla base della sua pratica vi sono i quaderni di viaggio, nei quali annota impressioni e dettagli del paesaggio. Questi appunti diventano il punto di partenza per incisioni, acquerelli e libri d’artista, in cui il paesaggio riemerge filtrato dalla memoria. Il processo creativo si sviluppa attraverso un dialogo con materiali e strumenti tradizionali, costruendo un linguaggio visivo fatto di segni e stratificazioni.


L’osservazione attenta della natura è fondamentale: luce, forme e ritmi naturali vengono registrati e trasformati in strutture grafiche. Accanto alle tecniche incisorie, l’artista utilizza l’acquerello, mezzo più immediato che restituisce le variazioni atmosferiche dei luoghi.

Un ruolo importante è svolto anche dal rapporto tra immagine e parola, spesso in dialogo con la letteratura svizzera. Nei suoi libri d’artista, testi e immagini convivono creando narrazioni visive.


La mostra riunisce quaderni, acquerelli, incisioni e libri d’artista, offrendo uno sguardo sul percorso creativo dell’artista, in cui il paesaggio si trasforma in esperienza interiore.

Carla Ferriroli. Sedimenti

dal 26 aprile al 13 settembre 2026
MOSTRE

La rassegna Sguardi, ospitata nella Saletta della Fondazione d’Arte Erich Lindenberg a Villa Pia, presenta la mostra Sedimenti di Carla Ferriroli, artista che da anni conduce una ricerca sensibile su natura, memoria e tecniche di stampa manuale.


Il titolo richiama l’idea di stratificazione e accumulo, elementi centrali nel suo lavoro, dove esperienze, osservazioni e gesti tecnici si sovrappongono nel tempo lasciando tracce visibili.

Alla base della sua pratica vi sono i quaderni di viaggio, nei quali annota impressioni e dettagli del paesaggio. Questi appunti diventano il punto di partenza per incisioni, acquerelli e libri d’artista, in cui il paesaggio riemerge filtrato dalla memoria. Il processo creativo si sviluppa attraverso un dialogo con materiali e strumenti tradizionali, costruendo un linguaggio visivo fatto di segni e stratificazioni.


L’osservazione attenta della natura è fondamentale: luce, forme e ritmi naturali vengono registrati e trasformati in strutture grafiche. Accanto alle tecniche incisorie, l’artista utilizza l’acquerello, mezzo più immediato che restituisce le variazioni atmosferiche dei luoghi.

Un ruolo importante è svolto anche dal rapporto tra immagine e parola, spesso in dialogo con la letteratura svizzera. Nei suoi libri d’artista, testi e immagini convivono creando narrazioni visive.


La mostra riunisce quaderni, acquerelli, incisioni e libri d’artista, offrendo uno sguardo sul percorso creativo dell’artista, in cui il paesaggio si trasforma in esperienza interiore.